In occasione di questo periodo di pause dal trantran lavorativo – 25 aprile, 1 maggio e ponti vari – volevo proporre ai lettori – naturalmente a quelli che preferiscono le tentazioni del divano alle gite fuori porta – alcuni consigli riguardanti il mondo, ormai qualitativamente florido, delle serie tv.
Le due serie prese in esame, L’alienista (disponibile su Netflix) e The Terror (disponibile su Prime Video), molto diverse tra loro, condividono un’ambientazione ottocentesca, secolo cruciale pieno di innovazioni, di trasformazioni sociali e culturali.

L’alienista

1896, New York, un misterioso assassino colpisce sfortunati ragazzi di strada costretti a prostituirsi.
Il neoeletto commissario Theodore Roosevelt (Brian Geraghty) si rivolge all’alienista Laszlo Kreizler (Daniel Brühl) in cerca di aiuto per riuscire ad entrare nella mente del serial killer e porre fine al suo orribile operato.

L’alienista rappresenta il ritorno alla serialità televisiva di Cary Fukunaga, regista dell’acclamato True Detective, qui in veste di produttore esecutivo e di sceneggiatore di alcuni episodi.
La serie condivide diversi elementi col precedente lavoro di Fukunaga (il lato investigativo, la caccia ad un perverso e spietato serial killer, la violenza, un investigatore ossessionato che cerca di immedesimarsi nell’assassino, il contesto sociale degradato dei sobborghi, la corruzione e i complotti delle autorità) ed è tratto dal primo romanzo della trilogia dello scrittore Caleb Carr dedicata all’alienista Kreizler.
Punto forte della serie è naturalmente il setting newyorchese ottocentesco (la criminalità di strada e le periferie degradate ricordano a tratti l’affascinante Gangs of New York di Martin Scorsese), dove assistiamo anche alla rivoluzione dei metodi di indagine portata dalla psicoanalisi e dalle scienze investigative (le impronte digitali, il perfezionamento della medicina legale).
La regia è abbastanza canonica, niente di rivoluzionario nel panorama televisivo moderno, e la sceneggiatura presenta alcuni aspetti poco riusciti, ma è sostenuta da un buon cast – in cui figurano anche Luke Evans (Fast & Furious 6, High Rise – La rivolta, La bella e la bestia) e Dakota Fanning (Taken, Man on Fire – Il fuoco della vendetta, La guerra dei mondi), in uno dei suoi pochi ruoli da adulta – con interpretazioni solide, tra cui spicca quella di Brühl (Good Bye, Lenin!, Bastardi senza gloria, Rush).

Una serie godibile, che trova la sua forza nel fascino dell’ambientazione e del contesto storico, consigliata a chi ha apprezzato pellicole come La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell.
L’alienista consta di soli dieci episodi e la vicenda narrata, che compre tutto il primo libro della serie, è autoconclusiva (le successive stagioni, se verrà deciso di produrle, copriranno le altre avventure di Laszlo Kreizler).

The Terror

1845, le navi della Royal Navy britannica HMS Terror e HMS Erebus partono alla volta dell’Artico alla ricerca del fantomatico passaggio a nord-ovest.
I due equipaggi, intrappolati tra i ghiacci, dovranno lottare per la sopravvivenza, anche contro forze sovrannaturali.

Tratta dal libro La scomparsa dell’Erebus di Dan Simmons, che figura anche tra i produttori, e sviluppata per il piccolo schermo da David Kajganich (sceneggiatore di A Bigger Splash del nostro Luca Guadagnino), The Terror è la nuova serie tv prodotta dal leggendario regista Ridley Scott (Alien, Blade Runner, Tutti i soldi del mondo).
I dieci episodi, raffinatamente diretti e con una eccellente ricostruzione storica nei costumi e negli ambienti, sono un viaggio nell’incubo, sempre più allucinato, che mescola sapientemente dramma d’epoca con atmosfere sovrannaturali e horror.
Il dramma in costume, le vicende e i problemi dal carattere più verosimile si fondono, e confondono, con elementi che sembrano prendere ispirazione da film come La cosa, o lo stesso Alien di Scott, ma aggiungendo un carattere più spirituale e metafisico, dalle atmosfere più rarefatte e impalpabili (lo stesso paesaggio artico completamente bianco, sconfinato, con la sua luce particolare e l’aurora boreale, si presta perfettamente come luogo dell’anima e dell’interiorità).
Il cast è composto da ottimi attori britannici e irlandesi (volti noti come Tobias Mezies e Ciarán Hinds) di cui lo strepitoso Jared Harris, conosciuto al pubblico televisivo per la sua militanza in Mad Men, rappresenta il mattatore nel ruolo del capitano Francis Crozier.
The Terror si prende il suo tempo scorrendo lentamente, soprattutto nei primi episodi, e passando da una dimensione corale a concentrarsi sempre più solo su alcuni personaggi, tra cui il protagonista Crozier, portando lo spettatore ad un’empatia non immediata ma, alla fine, efficace.

Un’opera che rappresenta il meglio della televisione odierna, dal taglio molto cinematografico e raffinato, che ben amalgama i suoi due spiriti differenti; qualcuno, soprattutto durante le prime puntate, potrebbe accusare la lentezza della narrazione.
La storia proposta dalla serie si esaurisce nei dieci episodi, non sono previsti seguiti, perfetta per i non amanti della serialità estremamente prolissa.

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