Estate, periodo di magra cinematografica nelle nostre sale: pochi i titoli interessanti distribuiti sul territorio nazionale, viene spesso rimandata l’uscita dei grandi blockbuster estivi americani verso la fine della bella stagione.
È in questo contesto che i distributori – per attirare l’attenzione di un pubblico giovane alla ricerca di divertimento, brividi facili, popcorn e la frescura dell’aria condizionata – invadono i cinema con tutta una serie di pellicole horror dalla smaccata componente adolescenziale.

Tocca questa volta a Obbligo o verità, produzione della celebre Blumhouse Productions (dietro a serie di successo come Paranormal Activity e La notte del giudizio) diretta dal non proprio brillante Jeff Wadlow (il regista del sequel sottotono di Kick-Ass).
La trama vede i giovani protagonisti – tra cui Lucy Hale, la sosia non ufficiale di Selena Gomez – intrappolati in un demoniaco gioco dell’obbligo o verità; rifiutarsi di partecipare, o non riuscire a portare a termine le indicazioni date dalla presenza che governa la partita, equivale alla morte.

Il lato ludico è sempre andato a braccetto con certe pellicole dell’orrore: basti pensare al killer burlone degli Scream, intento a proporre impossibili quiz sui film horror alle sue vittime – in questo caso un gioco dalla natura metatestuale, marchio di fabbrica di questa serie, volta a “giocare” con gli stilemi del genere – .
Partendo da questo spunto, e dalla recente uscita di Obbligo o verità, andremo ad esplorare alcune pellicole, non tutte famosissime, che vedono per protagonisti alcuni “giochi mortali”.

Saw – L’enigmista

Giochi

Il serial killer Jigsaw (Tobin Bell) narcotizza le sue vittime per poi farle risvegliare in complesse trappole da lui create.
Solo una è la via d’uscita corretta dai mortali rompicapi, chi riuscirà a salvarsi?

Il progenitore della più longeva saga horror degli anni 2000, con otto capitoli all’attivo (di cui l’ultimo, Saw Legacy, uscito l’anno scorso).
Il film del 2004 di James Wan (il papà di Insidious e The Conjuring) porta la violenza estrema del torture porn in una dimensione ludica, quella di complessi e macchinosi puzzle, volta a sorprendere lo spettatore e a spettacolarizzare il lato splatter.
Un intrigante mix di grand-guignol e thriller (l’indagine del detective Tapp, interpretato da Danny Glover, sulle tracce del killer) non adatto ai deboli di stomaco.

Unfriended

Un gruppo di adolescenti, durante una chat di gruppo su Skype, viene costretto dal fantasma di una loro defunta compagna a sottostare alle sue richieste.
Lo spirito li intrappolerà in un gioco mortale e farà venire a galla alcuni dei loro piccoli sporchi segreti.

Il film, prodotto dal regista kazako Timur Bekmambetov (I guardiani della notte, Wanted – Scegli il tuo destino, La leggenda del cacciatore di vampiri), ha la particolarità di svolgersi tutto sul desktop di un computer, assisteremo alle reazioni e alle morti dei personaggi attraverso webcam.
Un escamotage narrativo particolare, per un horror che ha diversi punti in comune con la recente pellicola di Wadlow (il giovane cast, un’oscura presenza che costringe i protagonisti a partecipare al suo sadico gioco, i segreti che teniamo nascosti agli amici).
Un The Blair Witch Project per i millennial, divertente e carico di tensione.

As the Gods Will

Gli alunni di una scuola superiore giapponese si trovano inspiegabilmente coinvolti in alcune prove basate sui giochi tradizionali (da un, due, tre stella a guardie e ladri), chi perderà ci rimetterà la pelle.

Ci spostiamo in Giappone con una pellicola del prolifico e stravagante Takashi Miike, regista di cult del calibro di Ichi the Killer e Audition.
Il film declina giochi innocenti – parte dell’infanzia, serena ed idealizzata, trascorsa con gli amici – in una dimensione sconosciuta ed inquietante, dominata dal sovrannaturale.
Il regista pulp nipponico unisce l’orrore alla fantascienza, senza dimenticare quell’ironia sopra le righe tipicamente giapponese.

Ouija – L’origine del male

Los Angeles, 1965, la medium Alice Zander (Elizabeth Reaser) sopravvive truffando alcuni ingenui malcapitati.
L’utilizzo di una tavoletta ouija causerà la possessione della figlia Doris (Lulu Wilson) da parte dello spirito inquieto Marcus (Doug Jones).

Concludiamo il nostro viaggio con un film basato sul “gioco horror” per eccellenza: la tavoletta ouija (la tradizionale tavola di legno con lettere e numeri, usata per comunicare con gli spiriti, protagonista di molti sleepover tra adolescenti).
Dopo un primo capitolo abbastanza banale, uscito nel 2014 – intitolato semplicemente Ouija -, l’omonima tavoletta torna, due anni dopo, in questo prequel più ispirato.
La regia e la sceneggiatura sono affidate al talentuoso Mike Flanagan (Oculus – Il riflesso del male, Il terrore del silenzio, Il gioco di Gerald); una produzione Blumhouse non proprio originale ma perfetta per qualche brivido estivo.

CommentiCommenti

Lascia un commento