Bean (doppiata in originale da Abbi Jacobson) è la principessa del fantastico regno di Dreamland; il suo spirito ribelle la porterà a fuggire dal matrimonio combinato voluto da suo padre, re Zog (John DiMaggio, il doppiatore di Bender).
Insieme ai suoi nuovi amici, Elfo (Nat Faxon) – un “elfo”, appunto, che ha lasciato il suo villaggio stufo della zuccherosa bontà dei suoi abitanti – e il piccolo demone tentatore Luci (Eric Andre), vivrà tante nuove avventure.
Disincanto è la nuova serie animata in salsa fantasy di Matt Groening, l’autore del cartone cult per eccellenza, I Simpson.
Per questo nuovo lavoro, prodotto e distribuito da Netflix, si è avvalso di un team di vecchi collaboratori come Josh Weinstein – anche co-sviluppatore della serie -, Bill Oakley e David X. Cohen, già sceneggiatori e produttori de I Simpson e/o Futurama.
La serie, composta da 10 episodi la cui durata oscilla tra i 27 e i 36 minuti, è disponibile sulla piattaforma di streaming nella sua interezza.

Con Disincanto Groening torna a parlate di famiglie disfunzionali – in questo caso addirittura una famiglia reale -, tema che adatta al canovaccio fantasy, genere tornato in voga presso il grande pubblico dopo il successo di serie tv come Il trono di spade – proprio alla hit HBO si guarda in alcune gag, soprattutto nel “complottistico” finale di stagione -.
Bean è una protagonista femminile che racchiude la forza e l’indipendenza di Leela di Futurama, lo spirito ribelle e malandrino di Bart, l’amore per l’alcol e, a volte, la goffaggine di Homer.
Troviamo ad accompagnarla tutto un cast di comprimari che comprende: un padre brontolone e ottuso, una fredda matrigna anfibia e l’ingenuo Elfo, probabilmente il personaggio più riuscito, protagonista di alcuni dei momenti comici migliori.
La comicità irriverente di Disincanto, che gioca con i canoni del genere, è diluita con una componente più avventurosa, elemento forse ancora più preponderante che in Futurama.
Nessun episodio spicca particolarmente ma la visione totale risulta piacevole, effetto probabilmente dovuto anche all’introduzione di un elemento inedito nelle precedenti serie di Groening: una trama orizzontale che, piano piano, si sviluppa attraverso tutte le puntate.
Disincanto
Disincanto è una visione consigliata ai fan del lavoro di Groening, che riprende alcuni elementi delle sue opere precedenti e ne aggiunge di inediti.
Se la serie in generale risulta piacevole, alcuni episodi e momenti più stanchi potrebbero annoiare.

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